I teli sulla Marmolada non salveranno il ghiacciaio: misura simbolica contro una crisi reale - NOC Press

I teli sulla Marmolada non salveranno il ghiacciaio: misura simbolica contro una crisi reale

 




Il ghiacciaio della Marmolada, il più esteso delle Dolomiti, è da anni in drammatico arretramento. 

Nonostante i recenti tentativi di rallentarne la fusione ricoprendolo con teli geotessili, gli esperti avvertono: non sarà questa la soluzione che salverà la “Regina delle Dolomiti”.

Negli ultimi decenni, il ghiacciaio ha perso oltre il 50% della sua superficie: da 450 ettari nel 1910 a meno di 190 ettari oggi. In estate, la fusione può raggiungere anche 10 centimetri al giorno. Gli scienziati temono che, con l’attuale ritmo di riscaldamento globale, la Marmolada potrebbe scomparire entro il 2040.

Il drammatico crollo del 3 luglio 2022, che causò la morte di 11 persone, ha reso evidente quanto i ghiacciai alpini siano ormai vulnerabili anche a livello di sicurezza.

Dal 2010, e ogni estate ormai, alcune zone del ghiacciaio vengono coperte con grandi teli bianchi, simili a quelli usati per proteggere i campi agricoli. Si tratta di teli geotessili in fibra sintetica, posizionati tra i 2.700 e i 3.000 metri di quota, su aree sensibili come le piste sciistiche.

Questi teli riflettono i raggi solari e riducono la velocità della fusione. La loro efficacia è dimostrata: laddove vengono stesi, la perdita di ghiaccio è rallentata anche del 60%. Ma l’effetto è localizzato e temporaneo.

Molti glaciologi considerano l’uso dei teli una misura di adattamento più simbolica che risolutiva. “Si tratta di un intervento utile per proteggere brevi tratti di piste da sci, ma non per salvare un ghiacciaio nella sua interezza”, spiegano dal Comitato Glaciologico Italiano.

Inoltre, i teli hanno un costo ambientale: produzione, trasporto, posa e rimozione comportano emissioni di CO₂; c’è il rischio di rilascio di microplastiche; e la copertura impedisce gli scambi naturali tra ghiaccio, luce e atmosfera, alterando l’ecosistema glaciale.

Il caso Marmolada è solo uno tra tanti. I ghiacciai alpini, come quelli dell’Adamello, del Bernina o del Gran Paradiso, stanno subendo la stessa sorte. La causa principale è il riscaldamento globale: estati sempre più calde, inverni con poca neve e piogge al posto delle nevicate.

La vera risposta, secondo gli esperti, non sono i teli, ma politiche globali per ridurre le emissioni, transizione energetica e cambiamenti strutturali nei nostri stili di vita. Senza azioni concrete, entro fine secolo gran parte dei ghiacciai alpini sarà solo un ricordo.

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