"Il cartello dell'acqua". Capitolo II – Lazio, Lombardia, Puglia: tre casi simbolo di gestione opaca e conflitto sociale
di Roberto Arcu Fedele
Nel secondo capitolo della nostra inchiesta, analizziamo tre regioni italiane emblematiche: Lazio, Lombardia e Puglia. Ciò che emerge è una convergenza inquietante tra pratiche opache, concentrazione del potere gestionale e marginalizzazione del controllo democratico. In ogni caso, la narrazione ufficiale della "gestione efficiente" si scontra con disservizi, aumenti tariffari e conflitti con le comunità locali.
Nel Lazio, ACEA Ato 2 è il principale gestore idrico e serve circa 4 milioni di cittadini. Formalmente società a maggioranza pubblica (Comune di Roma), ACEA è controllata da un consiglio d’amministrazione orientato a massimizzare gli utili, con partecipazioni del gruppo francese SUEZ (circa 23%) e investitori istituzionali.
Nel 2019 il Comune di Napoli, attraverso la sua azienda pubblica ABC Napoli, propose la creazione di un Consorzio nazionale delle aziende pubbliche. ACEA si oppose apertamente. Secondo il dossier del Forum per l’Acqua (2020), l’opposizione politica e societaria derivava dal timore di una vera transizione verso modelli non profit.
Inoltre, secondo l’inchiesta di "Il Fatto Quotidiano" del 20 ottobre 2022, i comuni dell’ATO 2 Lazio Centrale subiscono un progressivo esautoramento dal controllo diretto, con decisioni gestionali accentrate e scarsa trasparenza sull’utilizzo degli utili (oltre 90 milioni nel solo 2022).
In Lombardia, A2A gestisce il ciclo idrico in molte province tramite società controllate. L’azienda è partecipata al 50% dai Comuni di Milano e Brescia, ma in Borsa è soggetta all’influenza di fondi come BlackRock e Norges Bank.
Nel 2023 è stato avviato il progetto di fusione tra A2A e LGH (Linea Group Holding), che interessa le province di Cremona, Pavia, Lodi e Bergamo. Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo (rapporto 2024) denuncia come la fusione sia stata realizzata senza consultazioni locali, con un impatto sul controllo democratico e sulla trasparenza. Alcuni sindaci, in forma anonima, hanno espresso preoccupazione in un servizio de Il Cittadino di Lodi del 15 gennaio 2024.
L'Acquedotto Pugliese (AQP) è uno dei più grandi d'Europa, serve circa 4 milioni di cittadini in Puglia, Basilicata e Campania. Attualmente società per azioni controllata al 100% dalla Regione Puglia, AQP è al centro di una disputa politica da oltre un decennio.
Nel 2022 il Governo Draghi ha incluso AQP tra i possibili asset da riformare con partenariati pubblico-privati. Il Presidente della Regione Michele Emiliano ha promesso che l’acqua resterà pubblica, ma secondo il rapporto di Legambiente Puglia 2023, esistono pressioni da parte di gruppi finanziari per esternalizzare la gestione delle infrastrutture.
Inoltre, il 15 luglio 2023 il movimento "Acqua Bene Comune Puglia" ha organizzato un sit-in davanti alla sede regionale per chiedere la trasformazione di AQP in azienda speciale di diritto pubblico, come prevede la proposta di legge depositata nel 2021 e mai discussa in Consiglio.
Riflessioni
UN MODELLO DIFFUSO DI OPACITÀ E CONFLITTO
Dalla Capitale al Sud, passando per le regioni più ricche del Nord, il modello idrico italiano appare sempre più accentrato e sottratto al controllo democratico. Il principio dell’acqua come bene comune viene subordinato a logiche societarie, pressioni finanziarie e scelte politiche che eludono la volontà popolare.
Fonti principali:
- Il Fatto Quotidiano, "ACEA e la guerra all’acqua pubblica", 20/10/2022
- Il Cittadino di Lodi, "Sindaci preoccupati per la fusione A2A-LGH", 15/01/2024
- Legambiente Puglia, "Rapporto sull’acqua 2023" – www.legambientepuglia.it
- Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, dossier Lazio 2020 e Puglia 2023
- Centro Nuovo Modello di Sviluppo, dossier fusioni 2024 Acqua Bene Comune Puglia, comunicati e atti pubblici 2023 – www.acquabenecomunepuglia.it
- Dati societari: ACEA Ato2, A2A, AQP (bilanci e relazioni annuali pubbliche)
Tutti i dati sono verificati e basati su documenti ufficiali o fonti giornalistiche autorevoli.







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