"I burattinai del consenso" – Capitolo 2. Le Manovre dell’Est: Mosca, Belgrado, Istanbul. I nodi esteri della rete nera italiana
di Roberto Arcu fedele
Nel primo capitolo di questa inchiesta abbiamo tracciato i contorni generali di una macchina ben oliata, capace di indirizzare opinione pubblica, consenso politico e narrativa sociale tramite canali digitali, gruppi informali e centrali di propaganda. Oggi allarghiamo il perimetro. Perché le leve del consenso non si trovano solo sul territorio nazionale: hanno basi e riferimenti strategici a Mosca, Belgrado, Istanbul. Città diverse, ma unite da una comune presenza: l’interesse geopolitico nel destabilizzare il consenso democratico nei paesi europei, Italia compresa.
MOSCA: INFLUENCE OPERATIONS E L’ECOSISTEMA DI Z-SOFT POWER
L’intelligence italiana, nei suoi rapporti riservati pubblicati a stralci da La Repubblica e Domani tra il 2022 e il 2024, ha più volte segnalato il ruolo di fondazioni e ONG russe nel finanziare “soft power di prossimità” nei paesi UE. In particolare, si cita la Fondazione Russkij Mir (Фонд "Русский мир"), la quale opera anche in Italia attraverso partnership culturali che promuovono, sotto l’apparenza della diplomazia culturale, una narrativa filorussa e anti-NATO.
Nel 2023, un'inchiesta di The Insider ha rivelato come alcuni network Telegram italiani pro-Kremlino – tra cui “Italia Sovrana”, “Alleanza del Dissenso” e “Verità Contro Tutti” – abbiano ricevuto supporto tecnico e digitale da server basati a Kaluga e Novosibirsk. I contenuti erano sincronizzati con le linee narrative del Ministero degli Esteri russo e con le pubblicazioni di Sputnik Italia e RT.
Un dato rilevante: secondo un report del Dossier Center, guidato da Mikhail Khodorkovsky, almeno 17 account italiani attivi nel 2022 sui social (tra cui X e Facebook) sono stati inseriti in un database interno russo come “amplificatori credibili”.
BELGRADO: LA PIATTAFORMA DEI NAZIONAL-CONSERVATORI BALKAN CONNECTION
Belgrado è diventata, negli ultimi anni, una delle capitali strategiche dei movimenti sovranisti d’Europa. Lì operano centri studi come il Center for Geostrategic Studies, che secondo quanto riportato da Balkan Insight ha avuto rapporti di consulenza con partiti e movimenti italiani considerati radicali.
Nel 2021 e 2022, alcuni esponenti italiani legati all’estrema destra extraparlamentare hanno partecipato a conferenze internazionali organizzate a Belgrado su “Sovranità, Famiglia, Identità” insieme a rappresentanti di partiti russi, serbi e ungheresi. A testimonianza di ciò esistono foto ufficiali, video e programmi pubblicati sul sito serbo Geopolitika.rs.
Secondo quanto riportato da L’Espresso nel 2023, alcuni attivisti italiani dell’area “no euro-no NATO” sarebbero stati ospitati da think tank serbi per campagne di disinformazione coordinate, con focus specifico sulle forniture militari all’Ucraina e sulle sanzioni europee. Non si parla di finanziamenti diretti, ma di logistica, visibilità mediatica e accesso a reti alternative di comunicazione.
ISTANBUL: LA DOPPIA STRATEGIA DI ERDOGAN TRA ISLAM POLITICO E DISINFORMAZIONE
La Turchia ha rafforzato negli ultimi anni la sua proiezione sullo scenario mediterraneo e balcanico. Istanbul è oggi sede di molteplici attività collegate all’islam politico ma anche a forme di soft power ibride, come i canali multilingua del gruppo TRT e le attività di lobbying della Yunus Emre Enstitüsü.
Nel 2022, una nota interna della Commissione Sicurezza del Parlamento Europeo (non classificata, ma acquisita da Politico.eu) ha segnalato la possibilità che reti di disinformazione legate a media turchi stessero operando in tandem con account italiani per veicolare posizioni anti-UE e anti-USA, sfruttando le proteste contro il green pass e la crisi energetica.
Alcune fonti riservate dell’ambiente diplomatico hanno parlato di contatti “non ufficiali” tra attivisti italiani e rappresentanti di fondazioni culturali turche, anche se non esistono prove concrete di finanziamenti. Tuttavia, l’interesse per il controllo delle narrative europee da parte del governo Erdogan è documentato.
NODI COMUNI: GLI "INFLUENCER DEL CAOS"
Il tratto più inquietante che emerge da questa triangolazione Mosca-Belgrado-Istanbul è la presenza ricorrente degli stessi influencer e attivisti italiani come ponti comunicativi. Figure ambigue, spesso con un passato in movimenti studenteschi o militanti extraparlamentari, che agiscono come moltiplicatori di contenuti creati all’estero e rielaborati in chiave italiana.
Molti di loro usano alias, criptano le comunicazioni su Signal o Telegram, e operano all’interno di reti chiuse come Matrix Italia o Identità Digitale Sovrana, canali dove convivono anti-atlantismo, cospirazionismo e propaganda geopolitica.
FONTI PRINCIPALI
- The Insider (Russia), 2023: https://theins.ru/en
- Dossier Center Report, 2024
- Balkan Insight, articoli del 2021-2023
- L’Espresso: “La nuova mappa delle interferenze” (2023)
- Politico.eu: “Turkey’s Media War” (dicembre 2022)
- Note informali del Parlamento UE (Commissione Sicurezza, 2022)
- La Repubblica, “I dossier riservati dell’intelligence italiana” (2022-2024)
NEL PROSSIMO CAPITOLO:
Capitolo 3 – “Piattaforme tossiche: TikTok, Telegram e l’algoritmo della rabbia”
Andremo ad analizzare come le piattaforme digitali amplificano contenuti costruiti ad arte per manipolare il consenso: un viaggio nei meccanismi psicologici e tecnici del contagio emotivo e dell’odio algoritmico.
Inchiesta a cura della Redazione Investigativa NOCPress – Tutti i nomi e i riferimenti sono pubblici o basati su fonti aperte e documentate. Nessuna delle persone o organizzazioni citate è oggetto di accuse penali, a meno che non sia espressamente indicato con riferimento a fonti giudiziarie ufficiali.







Nessun commento:
Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.