Sanità Privata: mobilitazione nazionale il 31 gennaio per la dignità dei contratti - NOC Press

Sanità Privata: mobilitazione nazionale il 31 gennaio per la dignità dei contratti




Luigi Giorgione, Responsabile Nazionale Dipartimento Sanità Privata presso UIL FPL Nazionale, dal proprio profilo Facebook, annuncia una nuova mobilitazione per i contratti della sanità privata e delle RSA. Le sigle sindacali Uil Fpl, Fp Cgil e Cisl Fp confermano un presidio il 31 gennaio a Roma, presso il Ministero della Salute in Lungotevere Ripa 1.

Durante l'incontro di ieri, Aiop e Aris hanno rifiutato di avviare le trattative per il rinnovo dei contratti senza garanzie di risorse integrali da parte del governo e delle regioni. Questo atteggiamento è considerato inaccettabile, poiché le condizioni di oltre 200mila professionisti del settore non possono essere sacrificate.

La situazione è critica: i contratti della sanità privata sono fermi da 6 anni, mentre quelli delle RSA non vengono rinnovati da ben 13 anni. È urgente che il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni intervengano con decisione, imponendo l’obbligo di rinnovo dei contratti in linea con le condizioni del settore pubblico come prerequisito per l’accreditamento. A chi non rispetta questi impegni devono essere revocati l’accreditamento e l’accesso a risorse pubbliche.

Ogni giorno, il personale della sanità privata e socio-sanitaria lavora per garantire cure e assistenza a milioni di cittadini, spesso in condizioni non adeguate. La mancanza di valorizzazione del personale sta causando una grave fuga dai posti di lavoro, compromettendo la qualità dei servizi essenziali per la salute della popolazione più vulnerabile.

Il presidio del 31 gennaio rappresenta un momento cruciale per chiedere al governo, alle regioni e alle associazioni datoriali un’assunzione di responsabilità. In caso di mancata risposta, sono già previste azioni di protesta presso le sedi di Aiop e Aris in ogni regione d’Italia.

La lotta per la dignità e i diritti dei lavoratori della sanità non può più essere rimandata.

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