Poggio Imperiale e Apricena in prima linea contro la discarica: una battaglia per il futuro del territorio - NOC Press

Poggio Imperiale e Apricena in prima linea contro la discarica: una battaglia per il futuro del territorio



C’è preoccupazione e rabbia nelle comunità di Poggio Imperiale e Apricena, due piccoli centri del foggiano, dove un progetto che potrebbe trasformare una cava dismessa in una gigantesca discarica di rifiuti speciali ha scatenato una vera e propria mobilitazione. A guidare la protesta, i sindaci dei due comuni, Alessandro Liggieri e Antonio Potenza, che hanno deciso di opporsi con tutte le loro forze alla realizzazione di un impianto che, se approvato, cambierebbe per sempre il volto di questo territorio.

L’impianto proposto sorgerebbe in una zona particolarmente vulnerabile, a meno di tre chilometri dal centro di Poggio Imperiale, in località Tre Valli, lungo la strada che conduce ad Apricena. Un'area già segnata dalle attività estrattive, ma che ora rischia di diventare una discarica per rifiuti speciali non pericolosi provenienti da tutta Italia. “Si parla di quasi 4 milioni di metri cubi di rifiuti da smaltire in dieci anni – ha dichiarato il sindaco Liggieri. – Per rendere l’idea, sarebbe come riempire dieci volte la piazza San Pietro di Roma, fino a un’altezza di 10 metri."

Questi rifiuti comprendono fanghi industriali, residui chimici, polveri e altri materiali derivanti dalla lavorazione di metalli, plastica e vetro, e potrebbero essere causa di forti emissioni di odori, polveri sottili e contaminazioni chimiche. “Questi materiali arriveranno da tutta Italia, completamente estranei alla nostra realtà produttiva – prosegue Liggieri – e noi non possiamo permettere che Poggio Imperiale diventi la discarica d’Italia.”

Non si tratta solo di una minaccia per l’ambiente, ma anche per la salute e la qualità della vita. Ogni giorno, per dieci anni, decine di camion percorrerebbero le strade locali per trasportare i rifiuti, aumentando il traffico, il rischio di incidenti e l’inquinamento atmosferico. “La nostra comunità ha già sofferto a causa delle attività estrattive, e ora rischiamo di veder peggiorare una situazione già critica”, ha aggiunto il sindaco, esprimendo la preoccupazione per le emissioni di polveri sottili, particolarmente dannose per la salute dei cittadini.

Ma le preoccupazioni non finiscono qui. La discarica potrebbe generare odori insopportabili, soprattutto a causa dei fanghi e dei rifiuti organici. “Questa zona è già stata danneggiata dalla presenza delle cave – spiega il sindaco Potenza – e un progetto del genere renderebbe impossibile vivere qui. La qualità dell’aria, l’inquinamento e i disagi per i cittadini sarebbero enormi.” Per i sindaci, non si tratta solo di un danno immediato, ma anche di una minaccia per il futuro. “La nostra terra è un patrimonio che va tutelato, non sacrificato per interessi economici a breve termine. Non possiamo permettere che venga messa a rischio la nostra salute e quella delle future generazioni."

Il progetto era già stato portato alla Regione Puglia nell'aprile 2023, ma solo dopo mesi di silenzio, la cittadinanza ha appreso della sua esistenza. Questo ha alimentato un forte senso di frustrazione e sfiducia. “Molti sapevano, ma nessuno ha agito. Ora, dobbiamo affrontare un progetto che avremmo dovuto fermare molto tempo fa", ha dichiarato il sindaco Liggieri, sottolineando come la mancanza di trasparenza nelle fasi iniziali abbia aggravato la situazione.

Nel 2020, sia i comuni di Poggio Imperiale che di Apricena si erano già opposti a un progetto simile, presentato dalla Giesse srl di Bari, che prevedeva la realizzazione di una discarica in una cava dismessa della stessa area. “Quella proposta non passò – ricordano i sindaci – e questa volta non permetteremo che succeda il contrario. Le cave della nostra terra sono un patrimonio storico, culturale e ambientale. Non c'è spazio per discariche.”

Il Comune di Apricena, insieme al Comune di Poggio Imperiale e all’Ufficio intercomunale delle cave, ha già avviato una campagna di sensibilizzazione e raccolta di osservazioni tecniche per bloccare definitivamente il progetto. Martedì 28 gennaio, si terrà un consiglio comunale straordinario, e il giorno successivo una conferenza pubblica per informare la cittadinanza sui rischi legati all’impianto e per presentare la relazione tecnica che verrà discussa in Regione.

“Vogliamo che tutti comprendano la portata di questo progetto e che la Regione ascolti la nostra voce. Non permetteremo che il nostro territorio venga svenduto. Uniti, faremo sentire il nostro ‘no’ con forza", ha concluso Potenza.

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