Torremaggiore, "botta e risposta" attraverso i social da parte del Sindaco "sfiduciato" Pasquale Monteleone e del consigliere di maggioranza Emilio Croce
E’ attraverso il social network Facebook che il Sindaco Pasquale Monteleone che da poche ore si è visto defenestrato da due consiglieri di maggioranza unitamente ad altri 7 di minoranza, i quali recandosi ieri, presso un notaio, hanno depositato le firme necessarie per sfiduciarlo.
Monteleone postava il proprio proclama alle ore 19,05, a ruota seguiva quello di Croce alle ore 19,35
Duro è l’attacco di Monteleone ai due consiglieri dissidenti dicendo: “non rischiano di essere ricordati come due grandi statisti”, come è chiaro il riferimento alla politica foggiana dicendo: “evidentemente era necessario azzoppare le elezioni alla Provincia…Paradossalmente, se non mi fossi candidato alle elezioni provinciali non avrei disturbato alcuno, e oggi sarei ancora il vostro Sindaco”.
Altrettanto dure le parole del Consigliere Croce dicendo: "Dopo questo atto, numerose e fortissime le pressioni per farmi fare passi indietro, con proposte personali che ho rimandato ai mittenti. La mia dignità di amministratore non potrà mai avere un prezzo e il bene della collettività va al di sopra di tutto. Le mie dimissioni, formalizzate dinanzi ad un notaio, sono irrevocabili".
Alla luce di quanto avvenuto ieri 14 Dicembre 2018 per l’amministrazione Monteleone resta ancora un barlume di speranza, ed è quella che uno dei due consiglieri comunali dissidenti, prima del deposito ufficiale delle firme presso la Segreteria Comunale, si dimetta, così facendo permetterebbe il ritorno del Sindaco a palazzo di città , scongiurando un commissariamento.
Riportiamo fedelmente il comunicato/post di Pasquale Monteleone sulla pubblicato sulla propria pagina Facebook
«Avrei voluto attendere l'ufficialità delle circostanze, ma l'ondata di telefonate, attestati e messaggi che ricevo incessantemente da ieri, mi impone di dare una risposta a quanti, amministratori, estimatori, semplici cittadini, tutti spaesati, si stanno interrogando sugli accadimenti di queste ore.
Vorrei dire, innanzitutto, da uomo, che nella vita come tutti, mi sono imbattuto in tanti episodi di cattiveria, stupidità , miseria umana in generale, ma questo, rappresenta un vero e proprio caso scolastico. Sento vaneggiare sui media di certificazione di un fallimento, ed è vero, certificazione del fallimento personale di due signori questo è certo. Fallimento umano, prima che politico. In due, si sono arrogati il diritto di decidere per un intero paese ed una platea di persone che ha legittimamente votato e scelto la propria guida; per meri interessi privati, ripicche, invidie, gelosie personali da due soldi, si è spudoratamente e senza ritegno calpestato l'interesse superiore e collettivo di una comunità , che finalmente dopo anni di incertezza ed instabilità aveva trovato un timoniere al comando, in tempi peraltro delicati e difficili; e qui è la miseria umana.
Nelle modalità , la cattiveria, che mi è ben presto ahimè stata nota. Nella tempistica, la stupidità : tirare giù un Sindaco in un momento di forte progettualità , in cui erano tangibili i primi frutti di due anni e mezzo di intenso lavoro, non è proprio da grandi strateghi politici.
Diciamo che non rischiano di essere ricordati come due grandi statisti. Mentre ci si erge sui social a predicatori/trici di lezioni morali, ostentazioni di perbenismo e buonismo prenatalizio o per tutto l'anno, avrei suggerito Carnevale come periodo più adatto per la pagliacciata in questione, ma evidentemente era necessario azzoppare le elezioni alla Provincia, da qui l'infelicissima scelta del momento. Paradossalmente, se non mi fossi candidato alle elezioni provinciali, con la buona fede di chi voleva portare risultati al proprio territorio, non avrei disturbato alcuno, e oggi sarei ancora il vostro Sindaco».
Tuttavia, ai cittadini, anche a quelli onesti e perbene, e per nulla stupidi, spetta prima o poi di riprendere la parola; e dunque, poichè avete ritenuto questo Sindaco inadeguato ai vostri pregiatissimi standard, questa la fintissima motivazione di facciata, sono certo che vi troverò a competere alle prossime elezioni comunali come candidati sindaco/sindaca, perchè se così non fosse, la vostra operazione oltre che di cattiveria, stupidità , miseria umana, puzzerebbe molto anche di codardia. Mi aspetto invece un'assunzione di responsabilità a candidarsi, per realizzare finalmente ciò di cui tanto calorosamente predicate, fronte a fronte col sottoscritto, che non mancherà , a differenza vostra... come ho ben ragione di ritenere. Ai cittadini torremaggioresi che sono stati al mio fianco, con le lodi e con le critiche, durante questo duro e avvincente percorso insieme, ai preziosi colleghi amministratori e collaboratori tutti, instancabili compagni di questa bellissima esperienza, mi sento di inviare una rassicurazione, la nave non è stata affondata, al contrario, sta issando le vele.
A lor signori, burattini e burattinai, come direbbe il caro Truman qui raffigurato "Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio buonasera e buonanotte!"
Diseguito riportiamo fedelmente le dichiarazioni del Consigliere di Maggioranza Emilio Croce postate sul proprio profilo Facebook
«Onestamente non è un bel momento ma a distanza di 24 ore rendo pubbliche le mie motivazioni. Una decisione sofferta e che non è affatto motivo di esultanza per il sottoscritto.
Ho lavorato ad un programma elettorale mettendoci tutto me stesso, ho fatto proposte serie, studiate e pensate, che hanno portato risultati importanti negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione fattiva di moltissimi cittadini.
La fiducia, presupposto e condizione fondamentali per una collaborazione sana e produttiva, è venuta a mancare lungo questo percorso.
Ho superato sempre degli atteggiamenti negativi ma zizzanie, riunioni segrete, trabocchetti, sotterfugi e poco ascolto delle istanze dei cittadini, erano ormai all’ordine del giorno. Il clima di lavoro non era sereno, se non per quattro o cinque persone che dovevano decidere tutto, senza badare a spese.
Nonostante ciò, per lungo tempo ho provato ad andare avanti, sempre, nell’interesse esclusivo della mia Città ma non è stato più possibile in quanto non era dato sapere a qualche consigliere, me compreso, addirittura cosa si portasse in Giunta: all’oscuro di tutto.
Ho partecipato a riunioni pilotate nei discorsi e nelle intenzioni ed ho quindi deciso, negli ultimi tempi, di non prenderne più parte: non potevo più dare seguito a certi atteggiamenti che hanno impedito, di fatto, la funzione di indirizzo e di controllo che è stata messa nelle mie mani dagli elettori.
Credo di aver dimostrato, sin dal primo giorno, che questo mio impegno politico non era dettato da interessi personali e nemmeno da poltrone. Ho fatto di tutto per andare avanti ma non ci sono più riuscito. Ho dovuto dire basta e contribuire a rimettere tutto nelle mani dei cittadini.
Dopo questo atto, numerose e fortissime le pressioni per farmi fare passi indietro, con proposte personali che ho rimandato ai mittenti. La mia dignità di amministratore non potrà mai avere un prezzo e il bene della collettività va al di sopra di tutto. Le mie dimissioni, formalizzate dinanzi ad un notaio, sono irrevocabili».
N.O.C. La Redazione








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