Scossa la comunità diocesana dopo il tentato omicidio a Monte Sant’Angelo
Padre Franco Moscone, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Manfredonia, in seguito al tentato omicidio, ha diramato un comunicato con il quale l’Arcidiocesi invita la comunità a non cedere alla paura, a denunciare ogni forma di violenza e a collaborare per restituire serenità al territorio.
"Il grave episodio di tentato omicidio perpetrato nella scorsa notte contro un uomo, raggiunto da colpi di arma da fuoco al volto, ha scosso non solo Monte Sant’Angelo ma tutta la comunità diocesana, appalesandosi quale ulteriore episodio di aggressione mafiosa che continua a diffondersi nel nostro amato Gargano.
In tutte le nostre belle città garganiche non si possono né debbono essere più tollerate azioni di violenza contro l’uomo da parte di chi vuole o sa solo usare la violenza per imporre i propri personali interessi. La mia vicinanza e rinnovata stima in questo momento, perciò, va alla intera comunità di Monte Sant’Angelo e ai suoi rappresentanti, in quanto ogni atto scellerato perpetrato sul territorio della diocesi è come rivolto alla mia persona e all’intero popolo del Gargano che sta cercando di rialzarsi e porre fine ai tanti lacci di illegalità striscianti che pretendono di raggiungere il proprio tornaconto cercando di condizionare le Istituzioni ed impaurire la gente. Quella della Chiesa locale è voce di condanna, che si alza nei confronti di queste mentalità e modalità che infestano il nostro “amato Gargano”, ma anche voce di conforto ed incoraggiamento per un popolo che ha una storia ed una volontà di bene da difendere e far maturare perché è custode di imparagonabili bellezze di fede, storia e ambiente naturale.
Per questo ricordo a tutti che non c’è giustizia, né tantomeno libertà se si perseguono logiche violente, perverse e di parte: la verità non sta nella forza o nella prevaricazione originata dalla violenza dell’uomo sull’uomo, ma nell’impegno per il bene comune e la solidarietà tra persone che si riconoscono membri della stessa città, custodi di tradizioni millenarie e fedeli della stessa Chiesa. A quanti si impegnano quotidianamente dentro e fuori le Istituzioni, ad ogni titolo e grado, nella lotta per la legalità, continuo a ripetere: coraggio, andiamo avanti, quella della legalità e della pace è l’unica strada giusta!"
Ricordiamo che nella notte tra il 13 e il 14 luglio, lungo via Ruggiero Bonghi, i Carabinieri della Stazione di Monte Sant’Angelo, supportati dalla Compagnia di Manfredonia, sono intervenuti dopo aver udito gli spari che hanno ferito al volto un uomo identificato in Luciano Bisceglia, 50 anni, operatore ecologico e già noto alle forze dell’ordine.
Bisceglia è stato colpito di striscio da un proiettile esploso nei pressi della sua abitazione; l’aggressione è ricondotta a una probabile spedizione punitiva, ma non si esclude al momento essuna ipotesi.
Immediato l’intervento del 118 e dell’elisoccorso, che hanno trasportato il ferito in rianimazione presso l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo. Le sue condizioni sono gravi ma stabili.
Sulla scena sono stati repertati bossoli e ascoltate diverse testimonianze; si cercano due persone fuggite a piedi dopo gli spari. Le autorità non escludono alcuna pista, dalle vecchie faide locali a motivi personali.







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