Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria: rilancio della geologia mineraria, ma servono competenze e investimenti - NOC Press

Programma Nazionale di Esplorazione Mineraria: rilancio della geologia mineraria, ma servono competenze e investimenti






Il Programma Nazionale di Esplorazione (PNE), recentemente pubblicato da ISPRA nell’ambito del Critical Raw Materials Act dell’Unione Europea, rappresenta un segnale importante del governo italiano per valorizzare il potenziale minerario nazionale. L’obiettivo è individuare giacimenti di materie prime strategiche direttamente sul territorio, riducendo la dipendenza dalle importazioni.

Secondo Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana, l’Italia sconta un pesante ritardo sia in termini di conoscenza geologica — la copertura cartografica in scala 1:50.000 è tuttora incompleta — sia di personale qualificato. Con la chiusura delle miniere nel secolo scorso, gli studi giacimentologici sono drasticamente diminuiti, tanto che molti elementi oggi considerati “critici” non venivano nemmeno ricercati all’epoca.

Servono geologi specializzati in giacimenti, in grado di combinare rilievi strutturali, petrografici, geochimici, isotopici e geofisici”, spiega Carosi, “ma oggi quelli attivi nel settore sono pochissimi, confinati a poche università o enti di ricerca”.

Fondamentale in questo rilancio è la sinergia con il progetto CARG (Carta Geologica d’Italia), rifinanziato dopo vent’anni di stop. Il foglio “Guspini”, a cura dell’Università di Cagliari, è un primo esempio di cartografia tematica geomineraria. A esso si affiancano iniziative come il foglio “Pinerolo” (Università di Torino), che analizza antiche miniere di grafite.

Per Simone Vezzoni, ricercatore CNR e coordinatore della sezione Materie Prime Strategiche della SGI, il geologo è l’“attore principale” in ogni fase iniziale dell’esplorazione: dai rilievi di superficie e geofisici, alla pianificazione dei carotaggi, fino alle analisi petrografiche e chimiche necessarie per stimare risorse e fattibilità estrattiva.

“Senza una solida base conoscitiva, non può partire alcuna valorizzazione sostenibile delle risorse”, avverte Vezzoni.

Per colmare il gap formativo, la Società Geologica Italiana, insieme a ISPRA, ha recentemente avviato le Scuole di rilevamento CARG e lancerà a settembre la prima Scuola in Giacimenti Minerari a Campiglia Marittima (Toscana). L’iniziativa punta a formare la nuova generazione di esperti, indispensabili per mappare e valorizzare in chiave sostenibile le risorse minerarie italiane.

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