La storia della Xylella in 7 Gb
Così i giornali hanno raccontato la Xylella in Puglia. Saranno resi disponibili presso la Biblioteca del Consiglio, Teca del Mediterraneo,i 7 Gb di documenti raccolti dall' ufficio stampa sul fenomeno.
Presto disponibili alla consultazione nella Teca del Mediterraneo, una piccola storia della Xylella raccontata dai giornali.
Poco più di 7 Gb, per un totale di 32mila412 pagine. La storia della “fastidiosa” Xylella in Puglia, è racchiusa in una chiavetta usb, realizzata dal servizio stampa del Consiglio regionale su richiesta della specifica Commissione speciale per la verifica di eventuali responsabilità amministrative per l’estendersi del fenomeno. Tutto ciò che è stato scritto dal 2013 al gennaio 2025 dall’agenzia di informazione istituzionale e dai quotidiani regionali e nazionali: cronache, commenti, interviste. Una specie di archivio che si vuole ora rendere nella disponibilità di quanti, per motivi di studio o per approfondimento scientifico, trovino utile accedervi. Per questo, tutto il materiale raccolto – e che verrà nel tempo aggiornato- sarà disponibile per la consultazione presso la Biblioteca del Consiglio regionale, Teca del Mediterraneo, non appena la Commissione avrà terminato il suo compito istituzionale.
“Potremmo definirla- dice Mimma Gattulli, segretario generale del Consiglio regionale- come la ‘Storia della Xylella in Puglia raccontata dai giornali’, questa Raccolta nata su richiesta di un organismo consiliare per le valutazioni che la Politica vorrà e saprà farne. Sentivamo però che questo piccolo patrimonio documentale poteva risultare interessante anche diversamente: per gli studenti di agraria, ad esempio; per chi studia i mutamenti provocati nel nostro paesaggio; per quanti vogliano calcolare la perdita economica causata alla produzione oleicola o per chi, semplicemente, voglia -ripercorrendo questi anni attraverso le pagine dei giornali-farsi una propria idea. E’ questo in realtà , il primo compito della Biblioteca di un’Istituzione: fornire tutte le informazioni perché cittadini possano costruirsi una propria, soggettiva, idea. Devono essere informati al meglio per essere, dunque, cittadini più consapevoli.
“Più consapevoli i cittadini, migliori le loro Istituzioni. Ed è bello pensare che questo parta da una Biblioteca” .







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