La proliferazione delle rinnovabili e territori alterati in Capitanata. Se ne parla a Foggia - NOC Press

La proliferazione delle rinnovabili e territori alterati in Capitanata. Se ne parla a Foggia

(foto: LIPU Puglia)

Organizzato da Lipu Puglia, Italia Nostra Foggia, La Società Civile Foggia, dal Comitato "No eolico selvaggio", unitamente ad altre associazioni e Comitati di tutela in Capitanata, martedì 22 luglio 2025, dalle ore 18: 00, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte in via Galliani a Foggia, si svolgerà la conferenza “Proliferazione di centrali energetiche da fonte rinnovabile. Alterazioni del territorio in Capitanata e dintorni: ultimo atto!”.

 

L’appuntamento è una tavola rotonda tra le associazioni locali che da anni cercano di arginare il fenomeno della proliferazione delle fonti rinnovabili nella provincia di Foggia che hanno occupato territori, deturpandone il paesaggio e soprattutto alterando la vita faunistica, con particolare attenzione a quella dei volatili, costretta a mutare abitudini spesso vitali.

 

La conferenza vuole essere l’ennesimo momento di denuncia della situazione insostenibile di colonizzazione indiscriminata del territorio e di ultima istanza ad amministratori e politici, ma anche alla comunità e ai media, per una riforma normativa restrittiva per salvare il salvabile del territorio dalla speculazione.

 

I dati, lo stato dell’arte, le gravi conseguenze di saturazione territoriale, le (ir)responsabilità nei procedimenti autorizzativi e la pianificazione mancata, sanno oggetto di discussione e valutazione di sicure richieste presso gli enti preposti.

 

Leggendo i dati dell’ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, gli obiettivi per il 2030 sono di potenziare le fonti per l’energia rinnovabile con nuove installazioni di strutture a tal fine.

 

Intanto ci si chiede, e si chiede all’ISPRA, quale saranno gli scenari e obiettivi al 2030 e i nuovi adempimenti normativi? Arrecheranno nuovi disastri al Sud e nuovi malgoverni?

 

La proposta che verrà indirizzata all’ISPRA è quella della “Carta di Fiorentino”, il documento che cercherà di aggregare la società civile e invocare atti concreti nel segno dell’amore identitario che Federico II ebbe per queste terre. Una “carta” nel segno di Federico II, l’imperatore che amò il Sud e morì a Castel Fiorentino nella sua Capitanata, per salvare il salvabile dalla saturazione.

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