Da Londra a Somma Vesuviana in bici per la ricerca sul diabete: l’impresa di Carlo Allocca - NOC Press

Da Londra a Somma Vesuviana in bici per la ricerca sul diabete: l’impresa di Carlo Allocca

 



Oltre 2900 km in bicicletta, cinque Paesi attraversati, una sola missione: sostenere la ricerca scientifica sul diabete di tipo 1

Un viaggio epico, una sfida personale, ma soprattutto un grande gesto di solidarietà. Carlo Allocca, 47 anni, originario di Somma Vesuviana e da 16 anni residente nel Regno Unito, ha compiuto un’impresa straordinaria: ha percorso 2900 km in bicicletta, partendo il 27 giugno da Milton Keynes, a 100 km da Londra, per raggiungere il suo paese natale, Somma Vesuviana, con un obiettivo ben preciso: raccogliere fondi per la ricerca sul diabete di tipo 1.

Ad attenderlo, un’intera comunità in festa. L’arrivo è stato un momento di forte commozione, culminato in un lungo abbraccio collettivo durato quasi un’ora, tra applausi, canti popolari e la tradizionale tammurriata.

Accolto ufficialmente dal sindaco Salvatore Di Sarno, dal Presidente del Consiglio Comunale Antonio Granato e dal referente Coni Vincenzo Neri, Carlo è giunto al Comune ancora in bicicletta, con indosso la tuta e il casco che lo hanno accompagnato per tutto il percorso.

Fare quello che ha fatto Carlo, affrontare la solitudine e la fatica in condizioni difficili, anche sulle Alpi con visibilità ridotta, non è da tutti. Ma lui ha tenuto sempre fisso il pensiero sulla ricerca scientifica e sulla lotta al diabete. Un’impresa che è diventata anche un racconto interiore”, ha dichiarato il sindaco Di Sarno.

L’amministrazione comunale ha colto l’occasione per ribadire l’impegno della città nella lotta al diabete, confermando la maratona Telethon “Due Comuni”, in programma per settembre.

Tante persone, leggendo la scritta ‘Diabetes’ sulla mia maglietta, si sono affiancate a me, pedalando anche per 30 km. Erano tedeschi, austriaci, italiani. Questo affetto mi ha dato una spinta in più. È stato come ricevere energia da sconosciuti che condividevano il mio messaggio”, ha raccontato Carlo Allocca.

Il viaggio è stato supportato a distanza dal suo personal trainer Denis Edghill, che ha monitorato i parametri fisici e mentali di Carlo tramite app, ottimizzando strategie di recupero e alimentazione. 4600 calorie consumate al giorno e uno sforzo continuo, reso più leggero dalla solidarietà incontrata lungo la strada.

Particolarmente toccante è stato l’ultimo tratto del viaggio, da Isernia a Somma Vesuviana, percorso in compagnia di Giuseppe Maiello, concittadino sommese che ha voluto affiancarlo nella parte finale.

All’arrivo in via Traversa Allocca, centinaia di cittadini lo hanno accolto con entusiasmo. Carlo ha percorso l’ultimo chilometro in bici, scortato dalla Protezione Civile e accompagnato a piedi dai figli Fernando (12 anni) e Yannis (6 anni), insieme al suo allenatore e alla sua compagna di viaggio Montana Edghill. Un momento emozionante, culminato nell’abbraccio della moglie, presente tra la folla.

Il viaggio ha toccato Regno Unito, Francia, Belgio, Germania, Austria e Italia, passando per grandi città e piccoli borghi: Dover, Calais, Bruges, Duren, Seefeld, Brennero, Trento, Verona, Ancona, San Benedetto del Tronto, Ortona, Rocchetta, Pratola, solo per citarne alcuni.

Carlo ha pedalato tra montagne, pianure, coste adriatiche e città d’arte, ricevendo ovunque supporto e sorrisi. Ha incontrato tanti italiani all’estero, come Pietro, che vive in Austria e lo ha accompagnato in un tratto montano. Anche lungo la costa romagnola, ha condiviso parte del tragitto con Maurizio Parma, altro ciclista incontrato per caso.

Carlo Allocca si è laureato in Informatica alla Federico II di Napoli e nel 2006 è partito per Londra, inizialmente per imparare la lingua. Poi è arrivato il PhD in Intelligenza Artificiale alla The Open University e oggi lavora come AI Leader nel gruppo di incubazione tecnologica di Samsung Research Institute UK.

Negli ultimi 15 anni ho lavorato su progetti europei legati alla salute e all’invecchiamento. Il diabete di tipo 1 resta ancora una delle grandi sfide da vincere, nonostante i grandi progressi tecnologici. Con questa impresa voglio accendere i riflettori su questa patologia, in particolare tra i giovani”.

La campagna di raccolta fondi è ancora attiva e proseguirà fino a settembre. È possibile contribuire al progetto visitando il sito:

Tutti i fondi raccolti andranno direttamente alla ricerca sul diabete di tipo 1, con la massima trasparenza.

Una storia di tenacia, solidarietà e amore per la vita. Un’impresa che ha attraversato confini geografici e toccato il cuore di migliaia di persone. E che, con una semplice bicicletta e un grande cuore, ha acceso una luce di speranza per chi ogni giorno combatte contro il diabete.

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