Attrazione, valorizzazione, mobilità circolare e permanenza dei talenti in Puglia ora è legge - NOC Press

Attrazione, valorizzazione, mobilità circolare e permanenza dei talenti in Puglia ora è legge


Approvato con 39 voti a favore e un astenuto il disegno di legge “Misure per l'attrazione, valorizzazione, mobilità circolare e permanenza dei talenti in Puglia”.

Il disegno di legge nasce dall'esigenza di affrontare le sfide legate alla valorizzazione del capitale umano, considerato una risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale della Regione Puglia. L'intervento legislativo si colloca in un contesto che vede la Puglia al centro di una serie di trasformazioni, con particolare attenzione alle opportunità offerte dalle strategie europee, nazionali e regionali per la crescita sostenibile, l'innovazione tecnologica e l'inclusione sociale e intende fornire una risposta concreta alle sfide dell'emigrazione intellettuale, della competizione globale per le risorse umane qualificate e della necessità di rendere il territorio più attrattivo, inclusivo e competitivo a livello globale.

“Per troppo tempo abbiamo assistito alla partenza dei nostri giovani più capaci, costretti a cercare altrove le opportunità che meritavano. Con questa legge cambiamo direzione”, ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Non è solo un contrasto alla fuga dei cervelli, ma un vero e proprio investimento nella nostra capacità di generare innovazione, sviluppo e occupazione di qualità. Vogliamo che la Puglia diventi un luogo fertile per le idee migliori: un territorio dove si possa scegliere di restare, tornare, o arrivare e mettere radici. Con questa legge non solo apriamo le porte a chi vuole contribuire alla crescita della nostra regione, ma lanciamo un messaggio chiaro: il futuro della Puglia si costruisce qui, investendo sulle persone, sulle competenze e sulle idee. È un impegno che assumiamo con le nuove generazioni e con tutto il nostro territorio, per rendere la Puglia sempre più competitiva, innovativa e solidale.”

La legge definisce "talenti" una platea vasta di persone, tra cui studenti, lavoratori, artisti, nomadi digitali, startupper soggetti vocati all’autoimprenditorialità, che possiedono elevate competenze e specializzazioni o che intendono ottenerle in settori strategici per lo sviluppo economico, sociale, culturale. La Puglia si propone come spazio per realizzare il proprio progetto di studio, lavoro o vita, sia temporaneamente che stabilmente.

La predisposizione di una legge per l’attrazione dei talenti è stata espressamente prevista nell’ambito della strategia regionale #mareAsinistra, avviata nel 2023 con l’approvazione della delibera di Giunta n. 1989 del 28 dicembre 2023, che costruisce l’architrave di un nuovo paradigma per il Mezzogiorno: una strategia fondata sulla centralità del Mediterraneo, sull’ibridazione tra cultura, ambiente, lavoro e partecipazione.

La legge pone una serie di principi e di finalità e rappresenta alcuni degli strumenti che potranno essere utilizzati per portare competenze pregiate sul territorio. L’ambito soggettivo definito dalla norma è in linea con una concezione inclusiva di talento che tiene conto dei lavoratori e tiene conto degli studenti, ma anche degli artisti, degli startupper, dei nomadi digitali e di una serie di profili che possono portare non solo sviluppo dal punto di vista dell’attivazione di cicli economici nuovi o di cicli economici da consolidare, ma anche dal punto di vista delle relazioni nazionali ed internazionali.

Il tema principale della norma è quello della valorizzazione prima di tutto dei talenti locali quindi di chi è qui e ha la possibilità di accedere a momenti di formazione di vario livello che però esprimano una qualità che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini pugliesi. Ci si rivolge sicuramente ai pugliesi che nel corso del tempo abbiano sviluppato un’esperienza di studio, di lavoro e di vita fuori dalla Puglia e che abbiano in mente il ritorno ed è un fenomeno che dal punto di vista statistico si comincia a registrare. Ma ci si rivolge naturalmente anche a talenti di altre nazionalità di altra provenienza che possono essere interessati a scegliere la Puglia come luogo nel quale temporaneamente o definitivamente realizzare la propria vita.

Pertanto, si intende realizzare questo obiettivo mediante una serie di interventi strategici: responsabilizzando e coinvolgendo gli attori del territorio, quali imprese, università, istituti di ricerca e pubbliche amministrazioni, in un’azione congiunta per attrarre talenti e promuovere opportunità di sviluppo professionale e personale; facilitando il matching tra domanda e offerta di competenze qualificate, attraverso il potenziamento di strumenti e piattaforme digitali dedicate al lavoro e alla formazione, capaci di mettere in relazione diretta i talenti con il sistema produttivo e della ricerca; promuovendo politiche di incentivazione, che rendano il territorio pugliese competitivo rispetto ad altre regioni europee e globali; favorendo la nascita di ecosistemi collaborativi, che valorizzino il capitale umano attraverso percorsi di formazione avanzata, incubazione e accelerazione di imprese, e il rafforzamento della rete tra università, centri di ricerca e imprese innovative; investendo nella qualità della vita e nella coesione sociale, promuovendo interventi mirati al miglioramento dei servizi pubblici, della mobilità, della sostenibilità ambientale e delle infrastrutture sociali, elementi fondamentali per attrarre e trattenere talenti qualificati; valorizzando le risorse artistiche, culturali e paesaggistiche del territorio, per posizionare la Puglia come una destinazione attrattiva non solo per lo sviluppo professionale, ma anche per il benessere personale.

In particolare, il testo normativo prevede la realizzazione di luoghi di incontro e confronto, anche tramite la valorizzazione di nodi già presenti come hub territoriali per l’innovazione e il talento, capaci di generare processi di co-creazione tra attori pubblici e privati, includendo start-up, poli universitari, organismi di ricerca e cittadini.

È prevista l’Agenda Strategica Triennale, strumento programmatorio approvato dalla Giunta regionale per definire ambiti prioritari, obiettivi, azioni e risorse per attrarre e valorizzare i talenti. L’Agenda, redatta con il supporto dei soggetti coinvolti, include anche strumenti di monitoraggio. È coordinata con le principali strategie unionali, nazionali e regionali, come la Strategia #mareAsinistra, la Strategia Nazionale per le Aree Interne, e le leggi regionali, tra qui quelle relative alle tematiche dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

Prevista anche l'istituzione del Nucleo Tecnico Regionale, coordinato dall'assessore allo sviluppo economico, con funzioni di supporto, proposta e monitoraggio delle politiche per l'attrazione e valorizzazione dei talenti. Composto da rappresentanti delle strutture regionali e degli enti collegati, il Nucleo redige l'Agenda Strategica, coordina le attività della legge, monitora i risultati e contribuisce alla comunicazione.

Viene disciplinata l'istituzione, a mezzo di delibera della Giunta regionale, dell'Alleanza per lo Sviluppo dei Talenti, composta da soggetti pubblici e privati, con l'obiettivo di promuovere il confronto e la collaborazione tra gli attori dell'ecosistema regionale. L'Alleanza favorisce la collaborazione e la condivisione di conoscenze tra i membri, presentando proposte che alimentano l'Agenda. Inoltre, svolge funzioni di Osservatorio per raccogliere dati sulla mobilità dei talenti e monitora l'attuazione dell'Agenda.

Viene impegnata la Giunta regionale a realizzare un Piano di Comunicazione per promuovere le iniziative legate all'attrazione e valorizzazione dei talenti, fornendo un'informazione trasparente e accessibile, coinvolgendo gli stakeholders e utilizzando vari strumenti di comunicazione. Le informazioni saranno diffuse attraverso reti e sportelli territoriali, istituiti o ospitati in spazi pubblici già esistenti e mediante la rete delle Associazioni dei Pugliesi nel mondo iscritti all'Albo Regionale.

La legge non comporta nuove spese perché gli interventi che sono previsti vanno ciascuno sugli stanziamenti che esistono già, non solo sul bilancio autonomo quanto sul bilancio vincolato, quindi su tutte le fonti finanziarie attualmente disponibili per la Regione che vanno dal FESR, FSE, FSC a quello che rimane del PNRR e anche dei fondi Interreg alcuni dei quali gestiti dalla Regione e altri ai quali la Regione partecipa, ma naturalmente senza trascurare quelle fonti di finanziamento dirette da parte della Commissione europea ma anche fonti di tipo privato, quindi attività che vengono svolte e finanziate dalle imprese che possono essere parte integrante di questa strategia.



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