Applausi, lacrime e cori a tambur suonante, l’ultimo saluto a Samuele, L’Ultras foggiano 15enne
Funerali colmi di commozione, lacrime, anche rabbia ma lenita da sussurri a conforto di una vita “rubata” a quella giovane di un 15enne che sognava di diventare calciatore, mentre da giovanissimo ultras tifava la sua squadra del cuore, il Foggia.
È Samuele Bruno, morto tragicamente dopo un mese di coma per quel “maledetto” 13 ottobre 2024, in un tremendo incidente stradale di ritorno dalla gara fuori casa, al Viviani di Potenza, sulla SS93, appena fuori il capoluogo lucano, dove perirono Samuel Del Grande, Michele Biccari e Gaetano Gentile, rispettivamente di 13, 17 e 21 anni, tutti ultras della tifoseria rossonera Ultra Foggia 1980, della Curva Nord.
Anche per il 15enne Samuele si son svolti i funerali sul verde dello stadio Pino Zaccheria. La Santa Messa è stata celebrata da S.E. Mons. Giorgio Ferretti, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. Con le centinaia di persone che hanno gremito lo stadio, c’erano le istituzioni locali, a lutto cittadino.
È stato un pomeriggio piovoso, non risentito perché il pensiero era tutto rivolto a quella bara bianca nel verde dello Zaccheria, colorata da mille fiori, bandiere e dalle sciarpe di moltissime tifoserie d'Italia.
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Samuele Bruno era un ragazzo pieno di vita, dividendosi tra scuola, sport e tifo. Sulla Curva Nord amava suonare quel tamburo che lo ha accompagnato fino all’ultimo saluto dei suoi amici, «Samuele ci senti, Samuele è qua e canta con gli ultrà».
Un suono tambureggiante tra cori ultras, udito per tutto il tempo dell’ultimo saluto sotto la curva dedicata a Franco Mancini, ex storico e amato portiere rossonero. Applausi interminabili, scroscianti, hanno accompagnato il giovane ultras per tutta la cerimonia laica voluta dagli Ultras Foggia 1980, ricordando anche che in un letto di ospedale, tra la vita e la morte, combatte un altro di loro, Matteo, 18enne.
Samuel frequentava il 2° anno all'istituto Einaudi, in via Napoli. Ed oggi c’erano tutti i suoi amici di banco, con i volti bagnati più dalle lacrime che dalla pioggia. Nel mese trascorso in ospedale in coma, tra il San Carlo di Potenza e il Fazzi di Lecce, Samuel ha cercato la vita, di vivere, ma non ce l’ha fatta. Un altro “Angelo rossonero” è volato in cielo, circondato dall'affetto di mamma Valentina e del padre Celestino.
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