“Monte papers”, #5, lo scenario si fa “scottante”. In arrivo avvisi di garanzia?
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| Lo stralcio del documento ricevuto e oscurato da Cotugno (foto fornita da R. Cotugno) |
Sul “Monte papers”, il WikiLeaks tutto montanaro, c’eravamo lasciati con una nota delle forze politiche di opposizione che chiedevano le dimissioni di Giovanni Vergura, Presidente del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo. Correva il mese di luglio di quest’anno e, a parte il caldo stagionale, si percepiva a pelle anche quello “scottante” istituzionale. Invece nulla è cambiato. Tutti sono al loro posto, sulle loro poltrone e con gli incarichi conferiti dall’elettorato. Siamo in democrazia ed è giusto che certe decisioni vengano assunte o dai diretti interessati o da organi istituzionalmente e giuridicamente competenti.
"La responsabilità è il prezzo della grandezza" disse saggiamente Winston Churchill; nel caso e al passo coi tempi sarebbe corretto aggiungere "la conoscenza”, nello specifico delle regole, maggiormente quando si è investi da ruoli istituzionali.
Nulla è cambiato, finora. Ma il “Monte papers” potrebbe prendere sviluppi diversi dallo stantio essere delle cose, non per mano degli attori dello scandalo ma per volontà gli organi suddetti.
Da informazioni, che per la loro segretezza potrebbero essere anche definite delazioni, avute da soggetti cui si riserva l’assoluto anonimato, come previsto deontologicamente per la riservatezza e segretezza delle fonti dalla legge 69/1963 al comma 2 - Diritti e doveri dell’Ordinamento della professione di giornalista, si è venuto a conoscenza che per il caso “Monte papers” si sono interessate la Prefettura e poi la Procura di Foggia. Pare che nei confronti del Presidente del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo sia stato aperto un fascicolo e che la parte denunciante del caso, Raffaele Cotugno sia stato ascoltato. Con ciò si evince che in corso c’è un’indagine. E se c’è un’indagine potrebbero, ripetiamo potrebbero…, partire degli avvisi di garanzia verso chi ha violato la privacy.
Ovviamente non si conoscono i contenuti di tal procedimento e le parti interessate, come giusto che sia e per le leggi vigenti, hanno le bocche cucite. Ma il giornalista, in particolare quello investigativo, scava, chiede, interseca gli indizi, analizza gli eventi, compara le fonti, perché vuole capire, vuole sapere, per poi informare; è la sua professione, a volte missione.
A Monte il brusio è forte. Sussurri, mugugni, sorrisini, bisbigli captati durante passeggi in piazza e nei bar, parlano di un Vergura sempre più incalzato dai montanari e dai vertici del Partito Democratico, suo partito di militanza, che, oltre a chiedersi quale sarà il suo atteggiamento, se verrà raggiunto da un provvedimento, come giustificherà l’atto compiuto. Il Partito parla, e come se parla, particolarmente quando in ballo c’è la credibilità dei soggetti appartenenti. E non si esime nel mantenersi muto nelle sedi provinciali. Le gole profonde sono sempre lì, in ascolto.
Tuttavia, quello che preme di più ai concittadini garganici è di non far coinvolgere Monte Sant’Angelo in uno scandalo che ha dell’inverosimile, giacché la presunta violazione di privacy dei documenti protocollati dall’Ente Comune, potrebbe compromettere il lungo e laborioso percorso di riottenere quella credibilità, che vuol dire legalità, persa dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. I montanari con ciò chiedono a Vergura la correttezza del ruolo investito, gli chiedono la massima trasparenza, assumendosi le sue responsabilità in nome della comunità che lo ha eletto e gli ha dato fiducia.
Piazze, strusci, comunelle e in particolar modo nei bar, tutti luoghi dove da quando è giunta una notizia si parla del “Monte papers”. Guerra al posto di Vergura è l’ipotesi vociferata l’indomani di un cambio di poltrona? Monte ne parla, nei bar, tra cittadini e chi veste divise. Parlano. Del resto la legge non vieta cianciare su probabili avvicendamenti. Il fatto è che non è un cianciare, perché le voci sono autorevoli, conoscono ciò che tra le mura istituzionali sta accadendo. Ora si dirà che è tutto gossip politico per aumentare quell’enfasi che distrarrebbe gli attori nel proclamarsi. Una annuncio che, se fosse come da informazioni ottenute da fonti autorevoli istituzionali, potrebbe diventare il de profundis del soggetto. Nessuno augura l’insuccesso politico di chi ha iniziato imberbe a sedere nel Consiglio comunale e ne potrebbe uscire malconcio ancor prima. Ma se è stato aperto un fascicolo, un’indagine è in corso, che dovrà stabilire verità e responsabilità di Vergura per aver divulgato un documento protocollato al Comune che, a detta di Cotugno e delle regole che regolamentano la privacy, non doveva essere comunicato a persone terze, anche in forma privata. In altre parole, l’interrogativo posto in essere nella controversia è che se Vergura ha potuto farlo con Cotugno vuol dire che avrebbe potuto farlo con altri, cosicché da far conoscere particolari, seppur in forma privata, di altri soggetti cui va garantita, in base alle leggi vigenti, la riservatezza dei loro dati personali e commerciali. Ovviamente non si farà il nome del soggetto terzo, cui va garantita, per lo meno qui, la massima riservatezza. Tuttavia è giusto informare chi beneficia dei servizi del Comune di Monte Sant’Angelo che da diverse settimane, secondo quanto detto dal personale interno ormai stanco del perdurare della situazione, un’anima “felice” orbita liberamente laddove sono leggibili documenti protocollati che, seppur pubblici, va garantita la massima riservatezza verso occhi terzi che non dipendono dal Comune stesso. La legalità è in ogni azione che si compie, rappresentarla è un onore e un onere, ma va applicata e non solo “postata”.
A beneficio di quanti fin dall’inizio non abbiamo seguito il caso, oltre a tutti i link degli articoli finora scritti e pubblicati descritti dopo alla voce “FOCUS”, si pubblica il testo che ha aperto le danze del caso, pubblicato da Raffaele Cotugno sul social network “facebook” il 18 luglio 2018, alle ore 22:09, con tanto di foto del documento provante (quello ripreso nella fotografia dell’articolo).
Ecco il testo: «A PROPOSITO DI CORRETTEZZA E LEGALITÀ A MONTE SANT'ANGELO. Mi domando se, in un paese civile quale è Monte Sant'Angelo, è normale che il Presidente del Consiglio Comunale si arroghi il diritto di condividere, a suo piacimento, atti PRIVATI di un cittadino. Ricordo che gli atti prodotti dagli uffici comunali sono tutelati dalla Legge sulla privacy e non possono essere condivisi con parti terze. Mi domando, altresì, con queste personalità a ricoprire ruoli istituzionali, fino a che livello di tutela possiamo ritenere al sicuro i nostri dati sensibili? Giovanni Vergura è questa la correttezza etica e istituzionale tanto decantata? Questa è legalità?».
Nel frattempo che le varie menti, istituzionali e politiche, riflettano per il bene di Monte Sant’Angelo, si attendono gli sviluppi del caso, sperando che non si protraggano per anni, poiché vanificherebbe quel virtuosismo di legalità e trasparenza che tutti dovremmo seguire, e sempre.
Ancora una volta, e non saremo mai stanchi nel dirlo, Monte Sant’Angelo è #LaCittàdeidueSitiUNESCO; “Monte papers” deve rimanere un vecchio ricordo obsoleto, istruttivo ma superato. Agli attori in oggetto si chiese di chiarire, senza ricorrere a schermaglie politiche e a vie legali. Purtroppo sono intervenute le Istituzioni super partes e, inevitabilmente, decideranno vincitori e vinti. L’auspicio è che prima che avvenga ciò vi sia un’azione di responsabilità politica e istituzionale di chi ha a cuore le sorti di un popolo, spesso comparato da incuranti media, per mera ingordigia di notorietà e numeri, a ancestrali passati oggi dimoranti sulle coste.
FOCUS:
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