Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa giunto presso la nostra redazione dalla sezione del MeetUp Monte in Movimento di Monte Sant'Angelo.
Nota in premessa al comunicato stampa - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno del mittente. Pertanto questo contenuto non è un articolo prodotto dalla redazione.
«La politica dovrebbe avvicinare i cittadini alla cosa pubblica e renderli partecipi della sua corretta amministrazione
. Con questo obbiettivo abbiamo pensato ad uno strumento di democrazia diretta, un mezzo per entrare nei consigli comunali: "il question time del cittadino"; in 3 minuti ogni comune mortale può argomentare ed esporre le proprie idee o le proprie perplessità su qualsivoglia situazione della nostra città . Ci siamo adoperati raccogliendo le firme richieste (100) per legittimare questa nostra istanza di "question time del cittadino", ma tutto questo non è bastato. L'amministrazione si è mostrata chiusa e reticente, ma soprattutto sorda alla proposta dei cittadini che deve averli innervositi parecchio, vista la reazione, completamente scomposta, di uno degli assessori durante l'ultima commedia rappresentata ieri al teatro comunale in via Sant'Antonio Abate. In sintesi detto assessore ha sottolineato che l'assise consigliare è l'unico posto dove è permesso occuparsi di politica e che nessuno, specie i non eletti, ha il diritto di intervenire dall'esterno. Per fare politica, secondo l'assessore, bisogna aspettare le prossime elezioni, che lui non ricorda quando ci saranno, presentare una lista e farsi eleggere; sempre che non venga rieletto lui che, sia chiaro, non gliene "frega niente", non tiene alla poltrona, ma sta lì da più di vent'anni. Una "cosa loro" dunque, roba per i soli eletti! A noi comuni mortali non ci resta che chiedere umilmente perdono se ci occupiamo di politica e attivismo con proposte concrete. Allora chiediamo scusa se abbiamo denunciato il sistema slot, chiediamo scusa se abbiamo segnalato una situazione di totale insicurezza della zona mercatale e ancora chiediamo scusa se ci facciamo portatori di istanze cittadine mettendoci la faccia. Caro assessore le chiediamo scusa se abbiamo pensato che la politica potesse essere la più bella delle pratiche, chiediamo scusa per esserci intromessi nel vostro castello di carta. Volevamo creare un collante tra amministrazione e cittadini, ma da voi, non è stato compreso. Quindi infine, cara amministrazione, ti chiediamo scusa per tutte le volte che ci siamo mostrati collaborativi e, se avete avuto l'impressione di averci al vostro servizio, vi siete sbagliati; anche per questo, noi vi chiediamo scusa.
Dopo le scuse, però, con fermezza e con tutta la nostra forza vi diciamo che la politica non è affar vostro, questo non lo accetteremo mai e continueremo a tormentarvi con i nostri
comunicati, con le nostre istanze fino ad ottenere il nostro unico obbiettivo: l'interesse del nostro paese e dei suoi abitanti».
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