“Decima Azione” o “DecimAzione”, la Foggia “da bene” canta vittoria senza spartiti, conoscendo l’incipit - NOC Press

“Decima Azione” o “DecimAzione”, la Foggia “da bene” canta vittoria senza spartiti, conoscendo l’incipit




Come sempre, Scriviamo facendo appello all’art. 18, all’art. 21 e all’art. 28 della Costituzione della Repubblica Italiana, cercando di narrare fatti, e questa volta, lo specifichiamo. 

L'Editoriale 

Dalle Forze dell’Ordine è stata denominata “Decima Azione”, frutto di altre fatte in precedenza. Analizzando il nome, anagrammandolo, viene alla luce “Decimazione”, quasi fosse un messaggio subliminale. E difatti Noi la chiamiamo “operazione Decimazione”, perché trattasi di questo, come già descritto in un altro articolo precedente pubblicato. 

In verità molte delle ordinanze di custodia in carcere erano indirizzate a soggetti che erano già affidati alle Patrie Galere. Continuare a dire, soprattutto a mezzo stampa (e ci meravigliamo che lo facciano Ufficiali e Dirigenti) che in 8 minuti son state arrestate 30 persone è un prendere in giro il popolo, che va rassicurato, e ciò va bene, ma non raggirato da proclami e paranze varie. Con ciò siamo sempre al fianco delle Forze dell’Ordine, sia chiaro, specialmente in questo periodo impegnate non solo a indagare e poi catturare esponenti di spicco della mafia locale, bensì a arginare fenomeni solitari di protagonisti del crimine che ora, come cani sciolti, crederanno di comandare e perciò seguendo linee non “conformi” a linee guida dettate dai boss. In altre parole potremmo essere innanzi a un innalzamento di una recrudescenza criminale impazzita, senza regole, sfidandosi tra loro per il predominio del territorio pur di apparire innanzi al “capo”, oggi detenuto, i più validi. 

Foggia ha bisogno di essere ripulita dalla feccia delinquenziale della “societàfoggiana, ribattezzata "quarta mafia", che non è solo composta da boss, sotto boss e bracci destri. Questa cupola va smembrata nei sui gangli (utilizziamo un termine caro a chi ha portato a termine l’operazione antimafia) più subdoli, latenti e efferati, che oggi son per strada, che come detto non hanno un riferimento e credono che ora la città sia in mani loro. 

Se poi si vuol far passare il messaggio che la quarta mafia è stata decapitata e sconfitta, come molti cittadini foggiani, semplici e associati, riportano sui propri social network, beh… allora alziamo le mani, ma non ci arrendiamo. Tuttavia al prossimo evento cruento, tutti voi, cittadini foggiani, semplici e associati, sarete lì a dire di fare la guerra alla mafia, dicendo che è tornata. E starete nuovamente giù, a picchiar duro, prendendosela con le Forze dell’Ordine. 

Mettetevi d’accordo. Contestualmente le Forze dell’Ordine una risposta la devono dare alla domanda: la quarta mafia è stata sconfitta?. E se non lo è, come noi pensiamo, perché far credere questo alla gente? Possiamo solo auspicare che alcuni slogan vengano fatti a livello psicologico per indurre qualche vittima nell’aver preso fiducia nelle Istituzioni e denunciare. Ma sapete bene che la strada è lunga. 


Foggia è stata ripulita”, “Oggi a Foggia si respira aria pulita”, “Nei cieli foggiani primeggia aria di legalità”, "Decapitata la quarta mafia", tutti slogan scritti ad hoc da personaggi politici, istituzionali, associativi e imprenditoriali. Slogan artatamente coniati per testimoniare la loro, non la nostra e di molti cittadini coscienti delle loro azioni, vicinanza a chi sulla pelle ha e sta subendo l’azione criminale mafiosa. Artatamente perché se si leggono le carte degli inquirenti son messe ben in evidenza le complicità di chi foraggiava la “società” foggiana attraverso il pizzo, senza denunciare, a parte qualche eroica mosca bianca (minacciata), omettendo nomi e richieste, dicendo “io… pagare il pizzo? Mai! Non ho mai ricevuto richieste estorsive” Ed invece le carte cantano nomi, cognomi, attività, mansioni e responsabilità, che sono in crescita in base alle indagini in corso. Foggia, è fa male al cuore dirlo, pagava e paga ancora il pizzo nella sua quasi totale interezza commerciale, imprenditoriale, politica e istituzionale. Questo lo sanno bene le Forze di Polizia e la Magistratura che imperterrite vanno avanti nelle indagini, smembrando non solo la parte mafiosa criminale, ma anche quella indotta, passiva, reticente. 

Ora, però, analizziamo gli eventi, perché noi di mestiere facciamo gli “indovini”. 

Prima di questa operazione, i due JOHN BONHAM (miglior batterista del mondo), capi delle rispettive “batterie” contrapposte, erano comodamente già in carcere. Fuori accadeva quello che tutti conoscono, ovvero, regolamenti di conti, omicidi, richieste estorsive, e tutto ciò che alimenta i clan mafiosi. Quindi, questi, o dentro o fuori, i fili li muovevano, li muovono, e si spera che non li muoveranno, lo stesso, perché purtroppo la “società” è strutturata familiarmente: figli, nipoti, pronipoti, cognati, zii, con matrimoni consolidatori e parenti affini che succedono al potere territoriale di chi prende la via del carcere, portando gli interessi famigliari e del clan. Una consorteria o batteria qualsivoglia dire, del tipo ‘ndranghetista, come ora detto dalla DDA, ma come anzidetto da noi in tempi non sospetti e mai ascoltati. Lo testimoniano vari articoli di giornalisti a noi vicini e nostri comunicati, chissà perché cestinati o al massimo tenuti sotto faldoni di carte impolverate ancora da leggere. 

Un riferimento importante che sfugge a molti, a tutta quella “bella” gente che artatamente ha coniato quegli slogan, è che non bisogna mai perdere di vista come campano i mafiosi. E’ pur vero che su di un territorio c’è sempre un clan predominante sugli affari che contano, ma è ancor più vero che i restanti mafiosi devono pur campare, quindi c’è chi si spartisce gli introiti più grandi e chi per campare si affida alla criminalità predatoria. Per quest’ultimo reato fanno parte le famose rapine che destabilizzano un territorio e fanno alzare la guardia alle Forze dell’Ordine, quasi come una forma di dispetto che il clan meno potente attua nei confronti di quello più potente che preferisce agire in sordina, subdolamente nei Palazzi, negli Uffici, nelle Sedi. 


Un altro dato importantissimo è che i processi costano e gli avvocati sono cari, e quelli vanno pagati, spesso cash. Ed è risaputo in tutto il mondo che gli avvocati che difendono i mafiosi e criminali vari si pagano anche coi proventi della droga. Nulla contro gli avvocati, che svolgono il loro lavoro che va retribuito; poi la provenienza è altra cosa e non riguarda l’avvocato. Inoltre, ci sono le famiglie dei detenuti mantenute con i redditi delle estorsioni, un particolare ben noto e sottovalutato da chi non conosce bene le realtà mafiose. Ecco, abbiamo già detto tutto. Per questo diciamo che chi canta vittoria tra i cittadini vuol dire, a parer nostro, che non conosce gli spartiti. Ergersi come paladini della legalità innalzandosi sul piedistallo associativo o istituzionale vario serve solo a conclamare ciò che va combattuto con i piedi ben saldi in terra e “sale fino” in quella “zucca” sempre rivolta al consenso e all’apparire. 

La mafia foggiana può essere debellata solo dal foggiano per bene, pronto a denunciare un reato, perché se si fa affidamento nelle denunce da parte di chi alla mafia si è rivolto per “crescere” e fare le scarpe agli altri e alla concorrenza nel proprio settore per poi diventarne volontariamente sovvenzionatore e connivente dei propri benefattori, beh… vuol dire che siamo agli antipodi del concetto di legalità e poi sicurezza.


Si parla spesso di territorio foggiano omertoso: c’è e lo è nei meandri di una società dove rivoli contorti di salotti da bene alimentano il malaffare.  
Quello che chiediamo e diciamo alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura di mettere il cittadino in condizioni di “cantare” in forma anonima o per mezzo di persone che si fanno carico della loro piaga, diventando “persone informate dei fatti”. Vedrete che le filastrocche vi arriveranno.
Per far ciò le leggi esistono: saperle usare e metterle in pratica è un dovere di tutti. 
O forse c’è un problema, quello di calpestare i piedi a chi lo fa di mestiere, credendo che passiate in secondo piano? 
O Voi tutori della legge applicate le leggi vigenti in materia di denuncia, erudite il popolo e invitatelo a fidarsi di chi come Noi N.O.C. all’occorrenza diventiamo anche “persone informate dei fatti”. 
Sapete a cosa ci riferiamo!
Allora si che i cieli foggiani saranno più puliti, che si respirerà più aria pulita, che alla mafia locale sarà fatto scacco matto decapitandola e che chi proclama tempi brevissimi di multi arresti potrà anche enunciare elogi artefatti. Voi chiedete spesso aiuto al cittadino ma non lo mettete in condizioni di aiutarvi, e qualora lo fanno, gli fate il terzo grado, quindi, cominciate a creare una rete di intelligence sociale, e allora sì che il cielo sarà più azzurro. 


N.O.C. 


©NOCPress all rights reserved

Nessun commento:

Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.