Per i N.O.C. la sicurezza non si fa, si crea, i Comuni come Pilato, con il "RACKET" si lavano le mani
La sicurezza non si fa, si crea
AAA…cercasi Sindaci con le “cosiddette”
Fin quando non vi degnerete di valutarlo, per noi resterete sempre dei pagliacci tricolore.
Considerato il fatto che il nostro Piano Territoriale sulla sicurezza pubblica e urbana denominato “Ultimo Atto sezione commercianti” proposto in alcuni comuni, i quali sono al vaglio di eventuali approvazioni e aggiungiamo “campa cavallo che l’erba cresce”.
L’obiettivo dell’iniziativa
è quella di dotare gli esercizi commerciali di apposito transponder per le segnalazioni e di avere in dedicato l’uso di unità di Guardie particolari giurate unitamente ad Investigatori privati, qualora il transponder venisse premuto.
Difatti il progetto consiste nel dotare i titolari di esercizi commerciali, (e non l'attività inteso come locale commerciale) di un transponder con numero sequenziale, ad ogni numero corrisponde una precisa attività commerciale, se il titolare di attività subisce una vera e propria estorsione o tentata estorsione si limiterà a premere il transponder (anche a giorni di distanza dalla tentata estorsione e da qualunque luogo), il quale invierà un impulso continuo ad un pc (fine allo scopo) fino al suo spegnimento. Tale avviso permette l'avvio di una procedura standard autorizzata (dal commerciante aderente) preventivamente in fase di acquisizione della presa in carico del Transponder.
siffatta procedura, prevede il monitoraggio costante dell'esercizio commerciale e della persona fisica, difatti in fase di adesione nel modulo saranno indicati il numero di cellulare, il modello, marca e targa del veicolo di proprietà e l'indirizzo dell'abitazione principale, tutti elementi da monitorare a salvaguardia e a supporto del possessore del transponder, inoltre l’aver premuto il transponder e di conseguenza fatto esplicita richiesta di aiuto, permette al “programma” di monitorare a 360 gradi l’attività e la vita privata del possessore di transponder ipotizzando che avvenga il momento della flagranza di reato, esimendo la vittima (almeno inizialmente) ad una esposizione alla denuncia. Di contro, il possessore nel momento in cui attiva il Transponder, in quel preciso istante vuole trasmettere a terze persone, di essere vittima di estorsione o tentata estorsione. Pertanto, la richiesta d’aiuto, inizialmente è da considerarsi un’informazione puramente investigativa, che permette i preposti a tal progetto di inoltrarla alla Polizia Giudiziaria permettendo la stessa di attivarsi come acquisizione di una notizia di reato perseguibile d’ufficio. Tant’è che la vittima e chiunque la supporti, in fase di adesione (come da modulo) chiedono in primis, all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria che si avvalga nei Loro confronti, dell’art. 203 del c.p.p. (ovvero la copertura della fonte ma non della notizia) e il commerciante così facendo porta a conoscenza al Sig. Procuratore (competente per territorio), espressamente dichiarato nel modulo di adesione, di essere si, consapevole che nel perseverare nell’errore di continuare a pagare il “Pizzo” è passibile di denuncia per favoreggiamento alla criminalità organizzata, ma è pur vero che il suo comportamento è stato dettato dall’aver agito visto le circostanze, in base all’art 54 del c.p. (Stato di Necessità a protezione propria e dei suoi cari).
Ogni richiesta di aiuto in situazione di procedura standard, (ovvero tentata estorsione o estorsione) sarà sottoposta alla visione del Procuratore Generale della Repubblica (competente per territorio).
Altresì l'elenco completo con le adesioni ed i relativi numeri sequenziali dei transponder, saranno presi in carico dall'associazione antiracket cittadina e rese note “solo” al Questore o al Prefetto, omettendone la divulgazione. L'intera operazione di monitoraggio dell’attività commerciale (dopo aver premuto il transponder), sarà effettuato dagli organi preposti e qualora lo si voglia, dal supporto dell'Associazione Antiracket con l'affiancamento di ausiliari di Polizia Giudiziaria all’occorrenza nominati secondo legge da chi ne detiene l’autorità di farlo.
Pertanto per attuare il programma, necessita mediante il supporto delle amministrazioni comunali, di stipulare convenzioni oltre che, con le Locali Polizie comunali (qualora volessero aderire), anche con Istituti di Vigilanza e di Investigazione privata presenti sul territorio aventi Licenza Prefettizia. Addivenendo tra le parti di fornire supporto logistico in qualità di mezzi e uomini solo per il progetto in essere, difatti sarà una unità di G.P.G ed Investigatori al “servizio” dei commercianti, dell'eventuale Associazione aderente e delle forze dell'ordine permettendo di attuare il Programma di Sicurezza.
Tutti conosciamo i limiti di competenza operativa di una G.p.G in quanto tutore nel preservare beni mobili e immobili, e non tutti conoscono quali siano i compiti e i limiti di un Investigatore Privato. Unendo queste 2 figure professionali anche agendo separate, ma con un obbiettivo comune, diventano complementari l'uno dell'altra.
Il commerciante, poiché in fase di adesione al programma di Sicurezza firmerà e stipulerà preventivamente una serie di moduli/autorizzazioni/liberatorie che consentiranno l'attuazione/attivazione del progetto “Ultimo Atto sezione commercianti” qualora il transponder venisse premuto.
Modus Operandi del Programma di Sicurezza
in caso di estorsione o tentata estorsione, la vittima sarà supportata dall'Associazione Antiracket aderente e che in termini di legge assiste la vittima nel percorso alla denuncia e in tutto ciò necessiti in termini procedurali con l’ausilio del progetto “Avvocati del Popolo”(avvocati aderenti il progetto che donano la propria prestazione in forma gratuita), altresì la vittima in caso di denuncia attiva potrà avvalersi del Programma Territoriale di sicurezza per la protezione individuale dei suoi beni che al momento della raccolta d’informazioni (prima della classica denuncia) sarà tutelato (oltre che dalle forze dell'ordine in ottica di regime standard), anche dall'Associazione detentrice del progetto e da ciò che ne scaturisce dal Programma in fase di adesione, in quanto provvederà tempestivamente grazie ai moduli preventivamente e debitamente firmati nella presa in carico del transponder, a trasmettere il tutto al procuratore competente per territorio.
Inoltre l'Associazione in modo concreto (mediante i protocolli stipulati) darà protezione al denunciante avvalendosi della G.p.G e dell'Investigatore Privato, la prima a tutela dei beni mobili e immobili del denunciante, la seconda all'incolumità della stessa in quanto abilitato al servizio Bodyguard, permettendo così di dare un segnale forte e serio di protezione e di non abbandono.
L'Investigatore, figura abilitata alle indagini su commissione di terzi, raccoglierà, con regolare mandato fornito su richiesta dell’Associazione Antiracket, qualora ce ne fossero, elementi probatori da portare in giudizio o da trasmettere alla Procura con competenza territoriale, difatti la stessa associazione per mezzo del suo rappresentante legale o chi per esso, sarà nominata persona informata sui fatti.
Per Noi questo vuol dire cambiamento
di seguito in allegato proponiamo i due moduli di adesione con annessa liberatoria che attiva il programma
Sindaci? sveglia!
di seguito in allegato proponiamo i due moduli di adesione con annessa liberatoria che attiva il programma
Sindaci? sveglia!
La Sicurezza non si fa, si CREA
N.O.C La Redazione









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