Aerei nei cieli della Capitanata. Sono gli F35. Solo esercitazioni di addestramento. No all’allarmismo
Da qualche giorno nei cieli della provincia di Foggia si odono i rombi dei motori di aerei. Solitamente quel “rumore” era sporadico. Invece, ora, è diventato giornaliero, di mattina a tutte le ore. Sono gli F35 -nella foto-, i Caccia da Guerra dell’Aeronautica Militare Italiana, aerei cosiddetti di 5^ generazione. Tecnicamente chiamati “Joint Strike Fighter”, sono quelli tanto contestati da una parte della politica italiana perché costosi e “inutili” ai fini di peacekeeping , ma anche criticati da professionisti del volo per alcuni difetti.
Niente paura, non allarmismo, non c’è nessuna manovra bellica in corso o esercitazioni finalizzate a tal scopo. È la risposta che diamo alle molteplici segnalazioni che sono giunte presso la nostra redazione. Preoccupazioni lecite poiché da quelle parti, pur avendo una base militare operativa nell’ambito aeronautico, quello di Amendola dove, tra l’altro, sono operativi droni italiani e statunitensi che da tempo scrutano e spiano l'intera Capitanata per fini di sicurezza antimafia (ma questo ve lo diciamo noi con cognizione di causa), udire motori sulle proprie teste è inusuale. Certo, ai foggiani sarebbe piaciuto ascoltare il rombo di aerei di linea in partenza e arriva dal defunto aeroporto civile Gino Lisa, volutamente dimenticato dalle istituzioni regionali e nazionali. Invece dobbiamo accontentarci di stare col naso all’insù per intravedere un F35.
Nelle scorse giornate l’ufficio stampa dell’Aeronautica Militare Italiana ha diffuso una nota, dove preannunciava queste esercitazioni, “Foggia, base aerea Amendola, primo corso internazionale con caccia di 5^ generazione”, dove “oltre 900 militari di diverse nazionalità e 50 assetti aerei si addestreranno fino al 14 dicembre prossimo nel 4° Flying Course del Tactical Leadership Programme”. Solitamente questi addestramenti vengono svolti nella base spagnola di Albacete. Questa volta e giacché l’Italia per ora ha acquistato dall’azienda statunitense Lockheed Martin 26 velivoli, si è scelto il Belpaese come “cielo addestrativo”. In volo ci sono gli undici F35 già operativi di base proprio ad Amendola.
Parlavamo di aerei contestati. Ebbene la querelle è tutta sul costo e sulla loro affidabilità. L’Italia ne dovrebbe acquistare 90 di F35, pari ad una spesa di circa 20 miliardi di euro. Tutto, e solo per ora perché sappiamo bene che la politica parla, parla, parla, ma poi cede e procede, la decisione dell’acquisto totale dei Joint Strike Fighter è ferma in Parlamento. Decisione osteggiata anche, come predetto, dalla loro affidabilità. In effetti, e lo si legge anche negli ultimi rapporti diffusi dal Dipartimento della Difesa U.S.A, avallati dal Pentagono e dal Congresso a stelle e strisce, questi super caccia tanto super non lo sono. I difetti riscontrati, anche da chi li conduce, perciò i piloti, riguarderebbero il software di bordo che per gli Ufficiali Piloti sarebbero «inutilizzabili e pericolosi». Poi c’è anche un problema per la visuale che sembrerebbe ristretta. Inoltre, durante i collaudi e nei primi voli che simulavano combattimenti il cannoncino mitragliatore avrebbe delle vibrazioni eccessive. Affidabilità ok sulla carta all’atto di vendita e discutibile in pratica.
Per ora la popolazione della provincia di Foggia dovrà sorbirsi rombi mattutini, sperando che tra i piloti non vi sia qualche “gasato” Top Gun che superi il famoso Mach 1 (1200 km/h al livello del mare, 1050 km/h a 1100 metri di quota), il "muro del suono" innescando quel tuono che, onestamente, incute timore e spesso frantuma vetri.
Niente paura, non allarmismo, non c’è nessuna manovra bellica in corso o esercitazioni finalizzate a tal scopo. È la risposta che diamo alle molteplici segnalazioni che sono giunte presso la nostra redazione. Preoccupazioni lecite poiché da quelle parti, pur avendo una base militare operativa nell’ambito aeronautico, quello di Amendola dove, tra l’altro, sono operativi droni italiani e statunitensi che da tempo scrutano e spiano l'intera Capitanata per fini di sicurezza antimafia (ma questo ve lo diciamo noi con cognizione di causa), udire motori sulle proprie teste è inusuale. Certo, ai foggiani sarebbe piaciuto ascoltare il rombo di aerei di linea in partenza e arriva dal defunto aeroporto civile Gino Lisa, volutamente dimenticato dalle istituzioni regionali e nazionali. Invece dobbiamo accontentarci di stare col naso all’insù per intravedere un F35.
Nelle scorse giornate l’ufficio stampa dell’Aeronautica Militare Italiana ha diffuso una nota, dove preannunciava queste esercitazioni, “Foggia, base aerea Amendola, primo corso internazionale con caccia di 5^ generazione”, dove “oltre 900 militari di diverse nazionalità e 50 assetti aerei si addestreranno fino al 14 dicembre prossimo nel 4° Flying Course del Tactical Leadership Programme”. Solitamente questi addestramenti vengono svolti nella base spagnola di Albacete. Questa volta e giacché l’Italia per ora ha acquistato dall’azienda statunitense Lockheed Martin 26 velivoli, si è scelto il Belpaese come “cielo addestrativo”. In volo ci sono gli undici F35 già operativi di base proprio ad Amendola.
Parlavamo di aerei contestati. Ebbene la querelle è tutta sul costo e sulla loro affidabilità. L’Italia ne dovrebbe acquistare 90 di F35, pari ad una spesa di circa 20 miliardi di euro. Tutto, e solo per ora perché sappiamo bene che la politica parla, parla, parla, ma poi cede e procede, la decisione dell’acquisto totale dei Joint Strike Fighter è ferma in Parlamento. Decisione osteggiata anche, come predetto, dalla loro affidabilità. In effetti, e lo si legge anche negli ultimi rapporti diffusi dal Dipartimento della Difesa U.S.A, avallati dal Pentagono e dal Congresso a stelle e strisce, questi super caccia tanto super non lo sono. I difetti riscontrati, anche da chi li conduce, perciò i piloti, riguarderebbero il software di bordo che per gli Ufficiali Piloti sarebbero «inutilizzabili e pericolosi». Poi c’è anche un problema per la visuale che sembrerebbe ristretta. Inoltre, durante i collaudi e nei primi voli che simulavano combattimenti il cannoncino mitragliatore avrebbe delle vibrazioni eccessive. Affidabilità ok sulla carta all’atto di vendita e discutibile in pratica.
Per ora la popolazione della provincia di Foggia dovrà sorbirsi rombi mattutini, sperando che tra i piloti non vi sia qualche “gasato” Top Gun che superi il famoso Mach 1 (1200 km/h al livello del mare, 1050 km/h a 1100 metri di quota), il "muro del suono" innescando quel tuono che, onestamente, incute timore e spesso frantuma vetri.
N.O.C. La Redazione







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